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Storia e Territorio
Adagiato all'estremità della Val Sangone ai piedi delle sue cime più famose (fra cui il monte Roubinet, m. 2679 e il monte Rocciavré, m.2778), porta naturale del Parco Regionale Orsiera Rocciavré, Coazze si apre su un soleggiato altopiano naturale orlato a valle dal corso del Sangone.
L’origine del paese, legata al celtico re Cozio, rimane immersa nella leggenda mentre i primi documenti che ne attestano l’esistenza risalgono all’anno Mille, quando Coazze si ritrova compreso tra i possedimenti della Sacra di San Michele. Già nel ‘500 il paese è regolato da un proprio statuto comunale e da quest’epoca fino all’inizio del Novecento si configura come un borgo rurale legato alla pastorizia e all’agricoltura. All’inizio del secolo scorso si sviluppano le prime attività industriali legate all’estrazione del talco e del ferro, alla tessitura della canapa e alla produzione di carta, cartone e iuta. La freschezza del clima, la quiete garantita dalla secolare ombra di faggi e castagni, l'armonia del paesaggio e le innumerevoli possibilità di gite e escursioni, rendono inoltre Coazze celebre meta di villeggiatura. Tra i suoi ospiti più illustri spiccano Cavour e il re Vittorio Emanuele II, il premio Nobel siciliano Luigi Pirandello, che vi soggiornò nell’estate del 1901, il musicologo Massimo Mila, l’attore Erminio Macario, l’artista Mario Molinari. L'atmosfera di villeggiatura della Belle Epoque è ancor oggi tangibile nelle splendide ville in stile liberty costruite attorno al vecchio centro storico.
La seconda guerra mondiale vede Coazze come roccaforte in valle della lotta partigiana durante la Resistenza. A perenne ricordo di tali fatti rimango l’Ossario dei Caduti e la Fossa Comune di borgata Forno, oltre all'Ecomuseo della Resistenza che sviluppa una serie di percorsi sulle montagne circostanti il paese dove si rifugiarono e combatterono i partigiani.
Se il declino delle industrie locali nell’ultimo quarto del secolo scorso ha portato da un lato allo spopolamento, dall’altro ha favorito il maturare di una nuova sensibilità verso il contesto naturale e rurale del paese, che si traduce in una tendenza ad un turismo ambientale e culturale in armonia con il territorio. Le numerose borgate alpine che si aprono a ventaglio intorno al centro diventano accattivanti rifugi alle porte di Torino per cittadini desiderosi di una vita più a misura d'uomo. Nel quadro dell’Ecomuseo dell’Alta Val Sangone, in questi anni si sta intervenendo per il recupero funzionale delle caratteristiche rurali delle borgate: forni, lavatoi, sentieri, mulattiere, piloni votivi, che oggi mostrano elementi di inattesa attualità e di grande interesse.
Fittissima è la rete dei sentieri (G.T.A., Quota Mille, Sentiero Piergiorgio Frassati), che si sviluppano nel Parco Orsiera e anche al di fuori, verso montagne e borgate offrendo innumerevoli occasioni di passeggiate, escursioni e trekking di vari gradi di difficoltà.
Fra le offerte turistiche e culturali vanno ricordati ancora il Sentiero Pirandello, allestito nel 2001 in occasione del centenario del soggiorno dello scrittore siciliano, nonché il nuovissimo LABSOL, laboratorio didattico-scientifico del suolo.
Fra i prodotti del territorio spiccano miele, castagne, funghi e il rinomato Cevrin, rarissimo e intenso formaggio di mucca e capra, prodotto con il latte d’alpeggio.
Altra ricchezza considerevole è l’artigianato locale, in particolare l’intaglio e la scultura del legno e la tessitura artigianale della canapa.